BTC $86.041, ETH $2.715, F&G 68 — CryptoMonday 5 Ottobre 2026

CryptoMonday 5 Ottobre 2026 — BTC rompe gli $86.000, gli ETF frenano e la SEC apre alla leva 3x

Bitcoin, al momento di scrivere: $86.041, +0,9% nelle ultime 24 ore. Ethereum: $2.715, +0,5%. Capitalizzazione totale del mercato: $2,91 trilioni, con i volumi a 24 ore intorno ai $73 miliardi. Dominance BTC al 59,2%, ETH all'11,4% (dati CoinGecko verificati live al momento della pubblicazione).

Sette giorni fa ti ho lasciato con un numero — $83.354 — e una domanda: quel pattern di inversione rialzista sopra $82.500 avrebbe tenuto? Ha tenuto. Non solo: Bitcoin ha rotto gli $86.000 al rialzo, in settimana è arrivato a $87.363 e in quelle ore ha bruciato oltre $1 miliardo di posizioni short.

Eppure il numero più importante di questa settimana non è il prezzo. È +$241 milioni: il saldo netto degli ETF spot sul Bitcoin. La settimana prima era +$2,39 miliardi. Siamo a un decimo.

Quindi: il prezzo sale e gli acquisti istituzionali rallentano. In mezzo, una decisione della SEC che cambia le regole per chi vuole leva sul crypto. Partiamo da lì.

⚠️ Prima di leggere — avviso sui rischi. Le criptovalute sono strumenti ad altissima volatilità: il capitale investito può essere perso in tutto o in parte, anche in poche ore, e i livelli citati in questo articolo non sono indicazioni operative né raccomandazioni di acquisto o vendita. Questo è un pezzo informativo e divulgativo, non consulenza finanziaria: nessuna delle analisi qui riportate tiene conto della tua situazione personale, del tuo orizzonte temporale o della tua tolleranza al rischio. Fai sempre le tue ricerche (DYOR) e, prima di investire, valuta di rivolgerti a un consulente finanziario abilitato. Il trading a leva può azzerare il conto in minuti.

Bitcoin (BTC) — $86.041: la leva ha cambiato verso

La settimana si legge così:

  • Lunedì e martedì: BTC consolida tra $82.700 e $84.500, senza strappi. Il mercato assorbe ancora il ritracciamento della settimana precedente.
  • Mercoledì e giovedì: parte il movimento. Il prezzo risale sopra $85.000 e va a testare la zona degli $86.000, che non era un livello qualunque: era il costo medio di carico degli investitori ETF, cioè il prezzo medio a cui è entrato il capitale istituzionale.
  • Giovedì e venerdì: quello che era il costo di carico diventa la miccia. Bitcoin sfonda gli $86.000, tocca $87.363 e innesca la reazione a catena: oltre $1 miliardo di short liquidati (dati CoinGlass via CryptoSlate). Giovedì si sono visti circa $110 milioni di short chiusi a forza in dieci minuti — dieci minuti, non dieci ore.
  • Nel fine settimana: il prezzo tiene sopra $85.500 e chiude la settimana in territorio positivo, con +3,9% sui sette giorni.

Il meccanismo è sempre lo stesso: chi è short, quando il prezzo sale, deve ricomprare per chiudere. Quella ricompra è un ordine a mercato che spinge il prezzo più su, liquida altri short e genera altre ricompre. È un ciclo autoalimentato: non serve una notizia, serve che una parte del mercato sia schierata tutta dallo stesso lato.

Ed è qui il punto delicato. Secondo la società di analisi Alphractal, i long sono circa il 71% delle posizioni ancora aperte, contro il 29% degli short: è uno dei divari più ampi da quando il mercato ha segnato il massimo storico. Tradotto: la benzina dello short squeeze è stata bruciata quasi tutta. La prossima gamba al rialzo, se arriverà, deve portarla il denaro nuovo, non la liquidazione di chi stava dall'altra parte.

ETF spot Bitcoin: da +$2,39 miliardi a +$241 milioni in una settimana

I livelli che contano adesso

  • Sopra: $87.500 è la prima resistenza da recuperare, seguita dagli $88.700 dell'apertura annuale. Più in alto, gli $90.000 sono l'obiettivo che il mercato delle opzioni sta cominciando a prezzare.
  • Sotto: $84.500 è il primo supporto serio. Sotto di lì, $82.000 è la vecchia base di settembre, e $80.500 è il costo medio di carico delle tesorerie aziendali che comprano Bitcoin in bilancio.
  • La linea da guardare: $86.000. Era una resistenza, ora è il primo appoggio. Finché regge, il breakout è vivo. Se il prezzo ci rientra sotto con decisione e ci resta, quello di questa settimana va classificato per quello che sarebbe: uno squeeze, non una tendenza.

Il dato della settimana: gli ETF da +$2,39 miliardi a +$241 milioni

Questa è la parte che quasi nessuno ha titolato, ed è quella che mi interessa di più.

Gli ETF spot sul Bitcoin hanno chiuso la settimana con un saldo netto di +$241 milioni. Il dettaglio giorno per giorno: +$31 milioni lunedì, +$66 milioni martedì, −$149 milioni mercoledì, +$103 milioni giovedì, +$190 milioni venerdì.

Nessuna catastrofe, per carità: il saldo resta positivo e i flussi cumulati da inizio anno sono in territorio positivo, dopo essere stati molto negativi in primavera. Ma il confronto con la settimana precedente è brutale: da +$2,39 miliardi — il miglior saldo settimanale dell'anno — a +$241 milioni. Un fattore dieci.

E c'è una coincidenza che vale la pena notare: la settimana in cui gli ETF hanno rallentato è la stessa in cui Bitcoin è salito del 3,9%. Il prezzo si è mosso senza il supporto degli acquisti via ETF. L'ha fatto con la leva — e con quella si sale più in fretta e si scende più in fretta.

Non è un segnale ribassista in sé. È un'informazione: se il prezzo continua a salire mentre i flussi ETF restano bassi, a comprare sono in prevalenza trader a leva e il mercato diventa più fragile. Se invece i flussi riaccelerano, la salita acquista una base. Il numero da monitorare ogni giorno è quello.

La SEC apre ai primi ETP a leva 3x su Bitcoin ed Ethereum

Venerdì 2 ottobre la SEC ha approvato la modifica regolamentare che permette al Cboe BZX di listare e negoziare sei ETP a leva 3x. Detta così sembra un tecnicismo. Non lo è: sono i primi prodotti a leva tripla su Bitcoin ed Ethereum approvati negli Stati Uniti.

Il provvedimento (rilascio numero 34-106577) autorizza sei prodotti della Volatility Shares Trust: i due crypto — un 3x sul Bitcoin e un 3x sull'Ethereum — e altri quattro su oro, argento, petrolio e gas naturale. La richiesta era stata depositata il 10 agosto e pubblicata il 14: due mesi di iter.

C'è però un asterisco grosso, ed è la parte che i titoli hanno saltato: l'approvazione della regola di listino non è il lancio del prodotto. Le quote non possono essere offerte al pubblico finché non diventa efficace la registrazione secondo il Securities Act del 1933 (il modulo S-1). Nell'ordine approvato non c'è nessuna data. Quindi: nulla è ancora negoziabile, e non sappiamo quando lo sarà.

Perché conta comunque? Per due motivi concreti:

  1. Il 3x è un prodotto diverso dal 2x. Non serve solo ad amplificare la direzione: serve a coprirsi, a costruire strategie long/short con uno strumento quotato e a speculare. Più strumenti significa più modi di posizionarsi, e più liquidità sul sottostante.
  2. Leva significa volatilità, e la volatilità è a doppio taglio. Questi prodotti azzerano il rendimento ogni giorno (il daily reset): non replicano tre volte il movimento del periodo, ma tre volte il movimento della singola seduta. In un mercato laterale o con movimenti alternati il risultato di lungo periodo è matematicamente peggiore del triplo del sottostante — il decadimento per volatilità è reale e documentato. Sono strumenti da giorni, non da mesi. E mai con soldi che non puoi perdere interamente.

Ethereum (ETH) — $2.715: sopra i $2.700, sotto la sua storia

Ethereum chiude a $2.715, +2,3% sui sette giorni: meno di Bitcoin, ma in trend positivo per il terzo mese consecutivo (+10,8% su trenta giorni, contro il +8,2% di BTC).

Il rapporto ETH/BTC si è mosso appena, e resta in zona storicamente bassa: la rete ha un'attività on-chain che non si traduce in domanda speculativa, e i flussi ETF — solidi in settembre, con circa $690 milioni assorbiti dopo un anno di uscite — non bastano ancora a far correre la quotazione.

Tecnicamente: $2.700 è il livello da tenere perché il movimento delle ultime settimane resti valido. Sotto, il supporto è $2.550–2.600. Sopra, la prima area dove ci si aspettano vendite è $2.850–2.900.

Fear & Greed a 68 e la metà del mercato che resta indietro

L'indice Fear & Greed di CoinMarketCap è a 68, ancora in zona Greed ma in leggera discesa: era 70 una settimana fa e 76 un mese fa. Restiamo lontani dal massimo annuale di 82 (fine agosto) e molto lontani dal minimo di 5 toccato a febbraio. Un sentiment tiepido non è mai il momento in cui farsi prendere dall'entusiasmo.

Sotto la superficie, la settimana ha raccontato due cose:

  • Le altcoin hanno recuperato terreno, con Cardano +11% sui sette giorni, Avalanche +4,7% (ma +47% sul mese) e Solana sopra $120. Segno che un po' di capitale ruota fuori dal Bitcoin quando la sua corsa si stabilizza.
  • La star di settembre si è fermata. Zcash, che nelle settimane scorse aveva corso oltre quota $1.500, lascia sul terreno −14,3% in sette giorni ed è tornata a $1.328. Il rally di ZEC era stato l'evento più spettacolare del mese: una privacy coin che quadruplica mentre tutto il resto dorme. Adesso fa la cosa che fanno di solito questi movimenti — tornare indietro.

Le news della settimana: il lavoro delude, la regolamentazione non arriva

Il mercato del lavoro USA si è raffreddato più del previsto. Il report di venerdì ha mostrato +29.000 posti di lavoro contro i circa 90.000 attesi, con il tasso di disoccupazione salito dal 4,1% al 4,2%. Per la Fed è un dato che sposta l'ago: le probabilità di un rialzo dei tassi nella prossima riunione sono scese intorno al 25%, contro un mercato che fino a poche settimane fa prezzava quasi la metà. Il tasso di riferimento resta tra il 3,75% e il 4,00%.

Perché conta per il crypto: un lavoro debole significa tassi più bassi, e tassi più bassi significano che la concorrenza che il Bitcoin deve battere si allenta. Il controaltare è che il rendimento reale del Treasury decennale resta intorno al 2,90%, un'ancora pesante per un asset che non genera flussi di cassa.

Il CLARITY Act è fermo, e a ottobre non si muoverà. Il provvedimento sulla struttura del mercato crypto si è fermato al Senato e non risulta schedulata nessuna nuova votazione; i lavori parlamentari riprendono proprio questa settimana, ma il calendario non contiene il dossier. Traduzione operativa: ottobre è un mese senza catalizzatore regolatorio interno negli Stati Uniti. Resta vero il dato di contesto: le operazioni di M&A nel settore sono ai livelli più alti di sempre, segno che l'industria non sta aspettando la legge per consolidarsi.

Cosa guardo questa settimana

  1. I flussi giornalieri degli ETF. Se restano sotto le centinaia di milioni mentre il prezzo sale, la salita poggia sulla leva. È il dato numero uno.
  2. La tenuta degli $86.000. Un ritorno deciso sotto questo livello, dopo un movimento spinto dalle liquidazioni, è il classico segnale che il rialzo era meccanico e non strutturale.
  3. L'inflazione di metà mese. Il dato sui prezzi al consumo arriva tra circa dieci giorni ed è l'ultimo grande appuntamento macro prima della riunione Fed di fine mese. Se resta rigida, il raffreddamento del lavoro passa in secondo piano.

Il mio consiglio onesto

Sono onesto: questa è una di quelle settimane in cui il grafico dice una cosa e i flussi ne dicono un'altra, e la tentazione di leggere solo il grafico è forte. Il prezzo è sopra gli $86.000, il sentiment è in zona Greed, le altcoin si muovono. Tutto bello. Ma gli ETF hanno comprato un decimo di sette giorni prima, la benzina dello short squeeze è agli sgoccioli e a ottobre non c'è nessuna legge in arrivo che possa fare da catalizzatore. Un mercato che sale senza il supporto del capitale istituzionale e con l'aiuto della leva non è un mercato sano: è un mercato nervoso.

Per come ragiono io:

  • Chi compra a intervalli regolari può continuare come prima. È il punto di un piano di accumulo: non ti interessa indovinare la settimana.
  • Chi specula mette lo stop prima di entrare, non dopo — e in questo contesto intendo stop stretti e posizioni piccole: la probabilità di un falso movimento in entrambe le direzioni è alta.
  • Chi guarda gli ETP a leva 3x appena approvati ne stia fuori finché non capisce il daily reset. È lo strumento più facile da usare male arrivato sul mercato quest'anno.

Nessuno di questi livelli è una raccomandazione: sono le cose che guardo io, per come gestisco i miei soldi e il mio rischio. Le tue sono probabilmente diverse.


Continua a leggere:


← Torna alla homepagecryptomonday-5-ottobre-2026