Tassi in rialzo a settembre — FedWatch oltre 60%, Bitcoin guarda al jobs report

Tassi in rialzo a settembre? Il mercato ora ci scommette — e Bitcoin guarda al jobs report

Per la prima volta da mesi, il mercato non discute se la Fed taglierà i tassi. Discute se li alzerà.

Sembra assurdo dopo un anno intero passato a scommettere sui tagli, ma guarda i numeri: secondo il CME FedWatch Tool, la probabilità di un rialzo da 0,25% alla riunione del 16 settembre è schizzata tra il 60% e il 64% a seconda della rilevazione. Una settimana fa era al 36-41%. In sette giorni il mercato ha ribaltato la narrativa: da "quando taglia" a "se alza".

E questo cambia tutto per Bitcoin, che arriva a questo appuntamento dopo un agosto da manuale: +24%, il miglior mese da novembre 2024, chiusura sopra $78.000 e una resistenza a $80.000 che non molla. Ora la settimana che decide settembre è partita, e il primo verdetto arriva venerdì con il jobs report di agosto. Ti spiego cosa è successo, cosa guardare e quali livelli contano davvero.

La svolta che nessuno si aspettava: da "taglio" a "rialzo"

Tutto è cambiato la settimana scorsa a Jackson Hole. Il nuovo presidente della Fed ha tenuto il suo primo discorso da capo della banca centrale, e ha fatto due cose che il mercato non aveva messo in conto.

Primo: ha liquidato la forward guidance — lo strumento con cui la Fed da decenni dice ai mercati cosa farà — definendola una pratica che "ha stancato". Tradotto: niente più sconti, le decisioni si prendono riunione per riunione, sui dati.

Secondo: sull'inflazione non ha usato mezzi termini. Ha detto che i dati di luglio, pur migliori delle attese su CPI e PCE, non gli dicono che il trend di fondo sia migliorato in modo significativo. "Ogni misura di inflazione è scesa parecchio dai massimi di qualche anno fa, ma il progresso degli ultimi due anni è stato più modesto."

Il mercato ha capito al volo. I futures sui tassi si sono ribaltati: la probabilità di un rialzo a settembre è passata da poco più di un terzo a quasi due terzi in pochi giorni. Non è un caso isolato — è un vero e proprio cambio di regime nelle aspettative, il primo da quando è iniziato il ciclo di allentamento.

La settimana che decide: il jobs report di venerdì

Da qui a venerdì ci sono tre appuntamenti che possono muovere tutto:

  • Mercoledì — i dati occupazionali del settore privato (ADP)
  • Giovedì — le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione
  • Venerdì — il nonfarm payrolls di agosto, l'appuntamento clou

Il consensus per venerdì è di +50.000 posti di lavoro creati ad agosto. Sembra poco, ed è poco: arriva dopo il -23.000 di luglio, il numero che un mese fa ha fatto crollare le aspettative sui tassi e ha mandato Bitcoin a spasso verso $65.000 prima della risalita.

Ma c'è un dettaglio che quasi nessuno racconta, e che il trading desk di The Kobeissi Letter ha rimesso sotto i riflettori: le revisioni al ribasso dei dati occupazionali. L'ultima revisione annuale del Bureau of Labor Statistics ha eliminato altri 79.000 posti dai 12 mesi fino a marzo. È la quarta revisione annuale consecutiva al ribasso — una striscia che non si vedeva dal 2010, dopo la crisi finanziaria — e fa seguito al record di -911.000 posti dell'anno scorso.

Tradotto: il mercato del lavoro americano è più debole di quanto i dati ufficiali abbiano raccontato per anni. E questo è il paradosso della settimana: se venerdì il numero esce forte, il mercato lo legge come benzina per un rialzo dei tassi (e Bitcoin ne risente); se esce debole, il mercato potrebbe finalmente tornare a scommettere su una Fed più cauta. Il dato "cattivo" per l'economia potrebbe essere quello buono per Bitcoin. Ci siamo già passati a luglio: il -23.000 ha acceso il rally.

Jobs report, FedWatch e i livelli di Bitcoin — la settimana che decide settembre

Il resto del quadro: petrolio, Treasury, oro

Il jobs report non gioca da solo. Il contesto macro di questa settimana è già incandescente, e parte tutto dal petrolio.

Le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno riportato il Brent sopra $90 al barile (vicino a $91), con il WTI oltre $85 e in rialzo del 2,5% in una sessione. Il presidente americano ha rilanciato la minaccia su Kharg, l'isola da cui passa gran parte delle esportazioni iraniane. E nel weekend è arrivata la notizia dell'accordo energetico con il Venezuela: obiettivo 1,5 milioni di barili al giorno, riserve per 65 miliardi di barili — un valore stimato attorno a $5.400 miliardi — definito dal suo stesso promotore "il più grande accordo petrolifero della storia".

Il petrolio alto significa inflazione importata e pressione sulla Fed. Il mercato ha già reagito: il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito al 4,78%, un livello che non si vedeva da molto tempo, e le probabilità di rialzo dei tassi sono schizzate proprio su questa combinazione (petrolio + parole di Jackson Hole).

E l'oro? Ha chiuso agosto con un +10% e quota circa $4.435 l'oncia. Se l'oro sale e i bond vendono, significa che il mercato non crede alle storie facili: cerca protezione ma non vuole carta. È l'umore giusto per capire come si comporteranno anche le crypto.

Bitcoin: i livelli che contano davvero

Bitcoin in questo momento quota circa $77.800-78.400 (l'oscillazione delle ultime 24 ore è stata tra $77.200 e $79.200). Dopo il +24% di agosto, il quadro tecnico è chiaro e si gioca su tre livelli:

  • Sopra: $80.000-82.000 — la zona che è stata rifiutata ogni volta. Secondo le analisi on-chain di CoinDesk, a $80.000 c'è il più grande supply wall del mercato, praticamente in corrispondenza del prezzo medio di carico degli ETF holder. Ogni tentativo sopra $80.000 viene venduto.
  • In mezzo: la media mobile a 50 settimane — la SMA è a $80.307 e non è ancora stata riconquistata su base settimanale; l'EMA a 50 settimane, invece, è a $77.269 ed è stata difesa per la seconda settimana consecutiva.
  • Sotto: $77.200 — il minimo di ieri notte. Se venerdì il dato esce caldo e i rendimenti salgono, è il primo target da tenere d'occhio.

Sul fronte dei flussi, il quadro è più interessante di quanto sembri. Secondo il desk di Wintermute, gli ETF spot su Bitcoin hanno visto $924 milioni di inflow in nove sessioni consecutive, chiusi venerdì da un outflow di $202 milioni — la prima giornata rossa dopo la doccia fredda di Jackson Hole. È stata comunque la settimana più forte per gli ETF da ottobre 2025. E il partner di ARP Digital fa notare che l'open interest dei perpetual è ai minimi da maggio: il rally di agosto è stato costruito su acquisti spot, non su leva. Quando la leva è pulita, le correzioni fanno meno danni e i rimbalzi sono più sani.

Le altcoin seguono a ruota: Ethereum attorno a $2.440-2.450, Solana tra $102 e $104, XRP appena sotto $1,40. L'unica vera sorpresa è Hyperliquid, +4% a circa $84, che continua a fare storia a sé. L'indice Fear & Greed è a 69 — Greed: l'euforia si è raffreddata rispetto ai 74-75 di fine agosto, ma siamo ancora in territorio caldo.

I tre scenari per venerdì

Mettiamola in termini operativi, senza giri di parole. Il jobs report di venerdì può andare in tre modi:

  1. Dato forte (sopra +100.000) — il mercato legge: la Fed ha spazio per alzare. Yield su, dollaro su, BTC sotto pressione verso $77.200 e, se salta anche quello, verso la EMA a 50 settimane a $77.269 (che in quel caso da supporto diventerebbe l'ultima trincea).
  2. Dato debole (sotto le attese o negativo) — il mercato torna a scommettere su una Fed ferma. In quel caso Bitcoin ha la finestra per testare $80.000 e magari violarlo, approfittando del fatto che l'open interest è pulito.
  3. Dato in linea con il consensus (+50.000) — probabilmente il più probabile: lateralità tra $77.200 e $80.000 fino alla riunione del 16 settembre, con volatilità compressa e mercato in attesa.

Nota: le probabilità implicite nei futures cambiano in tempo reale. Non fissarti sul numero di oggi — guarda la direzione: se le odds di rialzo continuano a salire, il vento per Bitcoin resta contrario; se iniziano a scendere, la strada verso $80.000 si accorcia.

Il mio consiglio onesto

Questa è una di quelle settimane in cui si guarda più che si tocca. Il mercato ha già prezzato gran parte dello scenario: un rialzo dei tassi a settembre non è più uno shock, è la base. La sorpresa vera sarebbe il contrario.

Per chi ha posizioni lunghe da agosto: i livelli da tenere sono quelli, $77.200 sotto e $80.000 sopra. Se il prezzo perde $77.200 con un dato forte, non discutere con il mercato. Se rompe $80.000 con volumi, il muro successivo è lontano.

Per chi è fuori e aspetta: la pazienza paga. I prezzi migliori in un regime del genere arrivano o dopo un dato cattivo che spaventa (e lì si compra), o dopo un dato buono che non muove i tassi (e lì si capisce che la Fed ha le mani legate). In entrambi i casi, la regola non cambia: mai tutto in una volta, mai senza stop.

E ricorda: le scommesse sui tassi non si fanno con l'istinto, si fanno con i dati. Questa settimana i dati ci sono tutti — sta a te leggerli.


Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo ed educativo, non costituisce consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento. I prezzi e le probabilità citati sono soggetti a variazioni in tempo reale. Fai sempre le tue ricerche (DYOR).

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