BIP-110 soft fork fallito dopo due blocchi — analisi 10 agosto 2026

BIP-110: il soft fork che voleva "ripulire" Bitcoin è durato due blocchi — e poi è morto

Sabato 9 agosto, alle 19:35 UTC, Bitcoin ha toccato il blocco 961.632. Non era un blocco come gli altri: era la soglia che dava il via al periodo di segnalazione obbligatoria per BIP-110, il soft fork più controverso degli ultimi anni, quello che prometteva di "ripulire" la blockchain da inscription, BRC-20 e spam. I sostenitori lo presentavano come la più grande riforma del consenso dai tempi di SegWit. Il supporto dei miner? Mai sopra il 2,5%. La soglia richiesta era il 55%.

Risultato: la catena separatista ha minato esattamente due blocchi e si è fermata. Bitcoin ha proseguito come se nulla fosse, e stamattina quota $65.100.

Ti spiego cosa è successo davvero, perché è importante per chiunque tenga Bitcoin, e cosa significa per il futuro del consenso.

Cos'è BIP-110: la proposta in 30 secondi

BIP-110 è una proposta di modifica alle regole di Bitcoin che restringe i tipi di transazione ammessi. L'obiettivo dichiarato è ridurre i dati non finanziari sulla blockchain — immagini, testi, inscription in stile Ordinals, token BRC-20 — che negli ultimi anni hanno fatto lievitare le commissioni e ingrossato i blocchi.

Nel concreto, BIP-110 limita per 52.416 blocchi (circa un anno):

  • gli OP_RETURN di grandi dimensioni (il modo classico per "scrivere" dati sulla chain)
  • gli output script sovradimensionati
  • le versioni witness indefinite e le Taproot annexes
  • i Taproot control block profondi e certi OP_SUCCESS

Le transazioni monetarie standard restano compatibili: mandare e ricevere BTC non cambia. I UTXO creati prima dell'attivazione vengono "nonni" (grandfathered), quindi non c'è rischio di bloccare fondi già esistenti. Il problema — come vedrai — è un altro.

La soglia per attivarsi era 55% del supporto miner durante la finestra di segnalazione. E qui comincia la storia vera.

La cronaca di 48 ore: dal signaling alla morte

La timeline è compatta, ed è raccontata bene da CoinDesk e dal monitor pubblico su bip110.org.

  • Venerdì 7 agosto — Bitcoin Magazine pubblica la guida per le aziende: il signaling obbligatorio entra in vigore al blocco 961.632, proiettato per il 9 agosto. Lock-in entro il blocco 963.648 (fine agosto), attivazione delle nuove regole al blocco 965.664 (inizio settembre). Il supporto volontario dei miner è già bassissimo: nessuno segnala il bit 4.
  • Sabato 8-9 agosto, notte — parte la finestra. I nodi BIP-110 entrano in "mandatory signaling": rifiutano i blocchi che non segnalano supporto, anche se validi secondo le regole attuali. Il supporto miner oscilla tra l'1% e il 2,5%. La soglia del 55% è lontanissima.
  • Domenica 9 agosto — la catena separatista si stacca al blocco 961.632. Mina due blocchi. Poi si ferma: senza potenza di hash, senza exchange disposti a listare i coin, senza liquidità, la nuova chain muore da sola. Coin Bureau la definisce senza mezzi termini: "BIP-110 officially fails after mining just two blocks."
  • Lunedì 10 agosto — la mainnet di Bitcoin è intatta, il prezzo è stabile sopra i $65.000, e la lezione resta scritta: i soft fork non si fanno con i nodi soltanto.

Perché è fallito: il 2,5% contro il 55%

Il motivo del fallimento è semplice e brutale: i miner non hanno mai preso sul serio BIP-110. Il supporto massimo registrato è stato intorno al 2,53%, contro il 55% richiesto. Un abisso.

Ma c'è un dettaglio tecnico che rende il fallimento ancora più netto. Quando la catena separatista si è staccata, ha ereditato l'intera difficoltà di mining di Bitcoin — circa 127 trilioni — con quasi nessuna potenza di calcolo. Il prossimo aggiustamento della difficoltà per quella catena era proiettato a 350 giorni di distanza. In pratica, la chain minoritaria sarebbe rimasta per un anno intero con una difficoltà sproporzionata, incapace di produrre blocchi a ritmo sostenuto. Due blocchi e poi il silenzio era l'unico finale possibile.

I sostenitori di BIP-110 puntavano sul precedente di SegWit 2017: allora i nodi (UASF, user-activated soft fork via BIP-148) riuscirono a imporre il cambio regole ai miner. Ma la differenza è enorme: nel 2017 SegWit aveva un supporto trasversale enorme — exchange, wallet, utenti, società — e una narrativa condivisa. BIP-110, invece, ha avuto contro figure come Michael Saylor (Strategy) e Adam Back (Blockstream), e tra i nodi che lo segnalavano, come scrive Jameson Lopp, quasi nessuno aveva "potere economico" reale: nodi senza exchange, senza wallet, senza utenti che li seguono non spostano nulla.

Il rischio replay: l'avvertimento che tutti hanno ignorato

C'è un passaggio di questi due giorni che merita attenzione, perché riguarda direttamente chi tiene BTC su exchange o in wallet non aggiornati.

L'8 agosto, un developer ha lanciato un avvertimento ripreso da CoinDesk: chi vende i coin della catena forkata rischia di perdere i Bitcoin veri. Il motivo è il replay attack: in una split, le transazioni firmate su una catena possono essere riprodotte sull'altra. Se vendi i "fork coin" (che su una catena morta valgono zero) e la transazione viene replayata sulla mainnet, puoi trasferire inavvertitamente i tuoi BTC reali all'acquirente. Gli exchange hanno confermato il rischio e sconsigliato qualsiasi operazione sui token della catena separata.

La lezione vale sempre, non solo per BIP-110: quando Bitcoin va in fork, l'unica mossa sensata è non toccare nulla finché la polvere non si è posata. Nessun "airdrop", nessuna vendita di token gratis, nessuna eccitazione. I rischi di replay sono il prezzo da pagare per chi cerca di speculare su una scissione.

Perché il prezzo non si è mosso

Bitcoin è a $65.100 (+0,6% in 24 ore), Ethereum a $1.926, e il Fear & Greed Index è a 30 — Fear. Il fork non ha avuto quasi nessun impatto sul prezzo, per un motivo molto semplice: non c'era un vero conflitto.

Una scissione che nasce con il 2,5% di supporto non è una guerra di consenso, è una manifestazione. I mercati hanno guardato, hanno visto che la mainnet continuava a produrre blocchi normalmente, e sono andati avanti. Chi segue questi temi sa che il vero rischio sistemico non era il fork in sé, ma la possibilità che una parte significativa dei nodi si separasse creando incertezza sulle conferme. Non è successo.

Se vuoi un indicatore di quanto sia stata irrilevante la cosa: nel weekend gli ETF Bitcoin hanno continuato ad attrarre flussi (siamo sopra il miliardo di dollari di afflussi settimanali, la miglior settimana da aprile), e il mercato ha guardato molto più al jobs report di venerdì e alle tensioni in Medio Oriente che al fork. BIP-110 è morto due blocchi dopo essere nato, e il prezzo non se ne è accorto.

Cosa faccio io con questi dati

Ok, basta cronaca. Ti dico cosa significa in pratica.

1. Non inseguo mai i token di un fork. Questa è la regola che mi ha salvato più volte, e qui si è vista la conferma. La catena BIP-110 non era listata da nessun exchange serio, aveva zero liquidità, e il rischio replay rendeva qualsiasi "opportunità" una potenziale perdita dei BTC reali. La regola è semplice: se non puoi verificare da solo che una transazione sia valida su entrambe le catene, non la firmi. Periodo.

2. Il consenso di Bitcoin è più robusto di quanto sembri. Questi due giorni hanno dimostrato una cosa che i critici dimenticano: cambiare le regole di Bitcoin non si fa con un manifesto, ma con capitale, infrastruttura e coordinamento. Un soft fork senza miner, senza exchange e senza utenti economicamente rilevanti non ha alcuna possibilità di imporsi. La barriera al cambiamento è alta di proposito — è il design che protegge il network.

3. I segnali che guardo restano i flussi, non le polemiche. Con gli ETF sopra il miliardo di dollari settimanale, i whale che accumulano sotto i $65.000 e un Fear & Greed a 30, la struttura del mercato è la stessa di una settimana fa: accumulo paziente in range, in attesa di una chiusura sopra i $65.800-66.000. Il CPI di mercoledì 12 agosto è la prossima data che può muovere davvero le cose. Il fork è stato rumore; i flussi sono segnale.

4. La mia gestione del rischio non cambia. Rischio massimo per trade: 1-2% del capitale. Stop loss sotto i $63.000 se dovessimo perdere il supporto. E niente operazioni "speciali" durante finestre di fork future: quando il consenso è in discussione, la liquidità è più sottile e gli errori costano di più.

Il mio consiglio onesto

La storia di BIP-110 è istruttiva proprio perché è finita in fretta e senza danni. Ti insegna tre cose che valgono più di mille analisi di prezzo:

  1. Bitcoin non si cambia con la forza. Le regole del network si modificano solo con un consenso reale, fatto di miner, nodi, exchange e utenti che convergono. Chiunque ti prometta un "Bitcoin migliore" via soft fork senza avere tutto questo dietro, ti sta vendendo una catena morta.
  2. I fork non sono regali. Ogni volta che senti "nuova chain, token gratis, vendi subito", ricordati del replay risk. La cosa più sicura è non toccare nulla e aspettare che il mercato decida quale catena è quella vera. Quella con più lavoro accumulato e più capitale. Sempre.
  3. Il rumore non sposta il prezzo, i flussi sì. Mentre tutti discutevano di BIP-110, gli ETF incassavano la miglior settimana da aprile e i grandi operatori accumulavano. Impara a ignorare il rumore e a seguire i soldi: è l'unico vantaggio che puoi costruire con costanza.

Per il resto, la situazione non è cambiata: Bitcoin in range tra $62.000 e $66.000, Fear a 30, CPI mercoledì, e la partita vera si gioca su chi accumula mentre gli altri guardano. I due blocchi di BIP-110 resteranno un aneddoto — la lezione che lasciano, invece, vale oro.

Disclaimer: questo articolo ha finalità esclusivamente educative e informative e non costituisce in alcun modo una raccomandazione di investimento, una sollecitazione al pubblico risparmio, né una consulenza finanziaria ai sensi della normativa vigente (inclusa la Direttiva MiFID II). Le informazioni di mercato citate sono soggette a variazione in tempo reale e potrebbero non essere aggiornate al momento della lettura. L'investimento in criptovalute comporta un rischio elevato di perdita del capitale investito, anche parziale o totale. Fai sempre le tue ricerche (DYOR) e, se necessario, rivolgiti a un consulente finanziario autorizzato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.


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