BTC $79.829, ETH $2.309, F&G 43 — CryptoMonday 26 Ottobre 2026

CryptoMonday 26 Ottobre 2026 — BTC a $79.800, la Fed decide mercoledì e gli ETF chiudono in verde di misura

Bitcoin, al momento di scrivere: $79.829, −0,5% nelle ultime 24 ore e −2,5% sui sette giorni. Ethereum: $2.309, −0,8% in 24 ore e −3,9% in una settimana. Il Fear & Greed di CoinMarketCap è a 43, in zona Neutral. La capitalizzazione totale del mercato crypto è a $2,69 trilioni, in calo del 3% nelle ultime 24 ore, con il Bitcoin al 59,4% di dominance.

Sette giorni fa BTC valeva $82.491 e l'indice era a 49: il prezzo ha perso circa il 3%, il sentiment è sceso di sei punti. Ma non è una settimana piatta. Dentro ci sono un ritorno sotto gli $80.000, il giorno peggiore per gli ETF da giugno, un Fear & Greed che in un mese è passato da 73 a 43, e — soprattutto — la Fed che decide mercoledì. Tutti gli occhi sono su Powell e sui tassi.

⚠️ Prima di leggere — avviso sui rischi. Le criptovalute sono strumenti ad altissima volatilità: il capitale investito può essere perso in tutto o in parte, anche in poche ore. I livelli e i dati citati in questo articolo non sono indicazioni operative né raccomandazioni di acquisto o vendita. Questo è un pezzo informativo e divulgativo, non consulenza finanziaria: nessuna analisi qui riportata tiene conto della tua situazione personale, del tuo orizzonte temporale o della tua tolleranza al rischio. Fai sempre le tue ricerche (DYOR) e, prima di investire, valuta di rivolgerti a un consulente finanziario abilitato. Il trading a leva può azzerare il conto in minuti.

Bitcoin — da $82.491 a $79.829, passando per il test di $79.676

La settimana si è giocata tutta sul fronte macro. La sequenza:

  • Lunedì 19: BTC riparte da $82.491, il livello con cui aveva chiuso il CryptoMonday precedente. Il mercato prova a tenere quota in attesa degli appuntamenti.
  • Mercoledì 22: è il giorno che ha segnato la settimana. Con i rendimenti dei Treasury che salgono e il petrolio sopra i $100 al barile, Wall Street vende e trascina giù anche il crypto. Bitcoin perde il 3,3% in una seduta e scende fino a $81.263; Ethereum cede il 3,6% a $2.381 e Solana il 3,3% a $103. I fondi iShares Bitcoin Trust (IBIT) e Fidelity (FBTC) chiudono entrambi a −3,7%, l'iShares Ethereum (ETHA) a −4,5%.
  • Giovedì 23: il prezzo ritesta il minimo di metà ottobre, $79.676 — il livello del 15 ottobre — e lo difende. Da lì un rimbalzo lento.
  • Nel weekend: il mercato si stabilizza intorno a $79.800, con volumi bassi e nessuna voglia di forzare la mano prima della Fed.

Il saldo è −3% circa, ma la parte che conta è un'altra: il minimo di metà ottobre ha retto per la seconda volta. Due test di $79.676, due rimbalzi. Per ora funziona.

I livelli che contano adesso

  • Sopra: $81.000 è la prima resistenza, la zona da cui il prezzo è stato respinto mercoledì. Poi $82.500, il punto di partenza della settimana. Il muro vero resta $86.000, il costo medio di carico degli investitori ETF di cui ho parlato più volte.
  • Sotto: $79.676 è il supporto chiave, testato due volte. Se salta, si apre $78.000, e sotto quella soglia il prossimo riferimento è $76.700, la True Market Mean calcolata sulle medie storiche.
  • La linea da guardare: $79.676. Due difese consecutive le danno peso. Un terzo test, soprattutto se arrivasse dopo una Fed sorprendente, sarebbe molto più fragile.

Il dato della settimana: $301 milioni in verde, ma il giorno peggiore da giugno

Questa è la parte che i titoli hanno raccontato male. Nella settimana chiusa venerdì 23 ottobre, gli ETF Bitcoin spot americani hanno chiuso con un saldo netto positivo di circa $301 milioni — la prima settimana in verde dopo due settimane consecutive di deflussi (dati Farside Investors via Bitcoin Foundation).

Il dettaglio è più interessante del totale:

  • Da lunedì a mercoledì: +$1,07 miliardi di afflussi netti. Tre sedute forti, con il capitale istituzionale che torna a comprare.
  • Giovedì 23: −$635,6 milioni, il giorno peggiore per gli ETF Bitcoin da giugno. In una sola seduta sono usciti più di metà di quanto era entrato nei tre giorni precedenti.
  • Venerdì 24: altri −$137,9 milioni. In due giorni, −$773,5 milioni, che hanno quasi azzerato il guadagno dei primi tre giorni.

Tradotto: il saldo settimanale è verde, ma il segnale sotto la superficie è instabile. È un mercato che compra lunedì e vende giovedì — e non dà una direzione al prezzo.

Per il contesto: gli ETF Bitcoin valgono circa $107 miliardi e hanno incassato $57,2 miliardi cumulati dal lancio di gennaio 2024. Su questi numeri, un −$635 milioni in un giorno è una scossa, non un esodo: il capitale istituzionale è nervoso, non convinto. Se vuoi capire come si leggono davvero questi flussi, ne ho scritto in dettaglio in un pezzo dedicato.

BTC $79.829, ETH $2.309, F&G 43 — la settimana degli ETF in sintesi

Ethereum — $2.309, e il mercato continua a preferire Bitcoin

Ethereum chiude a $2.309, con una perdita sui sette giorni (−3,9%) più pesante di quella di Bitcoin. La dominance racconta tutto: BTC al 59,4%, ETH fermo al 10,4%. Da settimane il capitale, quando resta nel comparto, sceglie Bitcoin e lascia le altcoin in coda.

Anche per ETH il giorno chiave è stato mercoledì 22: −3,6% in una seduta, ETHA a −4,5%. Ethereum non ha una storia sua in questo momento: segue il mercato, e in modalità "risk-off" gli asset meno "istituzionali" vengono venduti per primi.

Tecnicamente: $2.300 è il supporto immediato, il livello che ha retto nel weekend. Sotto, $2.200 è il minimo di settembre. Sopra, $2.400 è la prima resistenza da recuperare per dare un segnale di forza. Il rapporto ETH/BTC resta in zona storicamente bassa: finché non si inverte, non c'è rotazione verso le altcoin, e i rimbalzi di Ethereum restano deboli.

Fear & Greed a 43: il mercato si è raffreddato in un mese

L'indice Fear & Greed di CoinMarketCap è a 43, in zona Neutral. Ieri era 43, una settimana fa 49, un mese fa 73 — in piena zona Greed. Il massimo annuale resta 82 (27 agosto), il minimo 5 (6 febbraio).

Passare da 73 a 43 in trenta giorni è un raffreddamento veloce: dall'euforia alla cautela, senza toccare la paura vera. Quarantatré non è né un segnale di acquisto né uno di vendita — è il termometro di un mercato che ha smesso di crederci troppo, ma non ha ancora il panico che storicamente crea le occasioni. La zona Fear, sotto i 25, è ancora lontana.

Se ti interessa capire come si traduce questo indice in decisioni operative, ho scritto un pezzo pratico sul Fear & Greed. Qui mi limito a un'osservazione: un mercato che si raffredda di trenta punti in un mese, con gli ETF instabili e la Fed in arrivo, di solito non si muove prima che il nodo si sciolga. Sta aspettando.

Le news della settimana: la Fed, e la tesoreria da $2,5 miliardi di Musk

La Fed decide mercoledì. È l'evento che tiene tutto in stand-by. Il FOMC si riunisce il 27 e 28 ottobre, con la decisione sui tassi mercoledì 28 alle 20:00 ora italiana. Il tasso è fermo a 3,75%–4,00% dal rialzo di settembre, il primo dal luglio 2023. I mercati di previsione, secondo Polymarket, danno oltre il 90% di probabilità a un nuovo stop. La vera partita è dicembre: lì il mercato scommette su un rialzo di un quarto di punto con probabilità intorno al 76%. In pratica, mercoledì la Fed non dovrebbe muovere nulla, ma come Powell commenterà il percorso dei tassi da qui a fine anno è ciò che farà muovere davvero il prezzo.

Musk e la tesoreria da $2,5 miliardi. Al momento della call sugli utili del terzo trimestre di SpaceX, il 20 ottobre, Elon Musk ha detto che comitati di amministratori indipendenti stanno valutando una fusione tra SpaceX e Tesla. Perché ci interessa? Perché le due società insieme detengono 30.221 Bitcoin, circa $2,5 miliardi ai prezzi attuali: 11.509 BTC di Tesla (dal suo 10-Q) e 18.712 BTC di SpaceX (dal prospetto S-1 della IPO di giugno). Una fusione creerebbe il sesto maggior detentore corporate di Bitcoin al mondo. Non è un segnale d'acquisto — Musk ha precisato che l'operazione non è "una certezza" — ma è il tipo di storia che ricorda al mercato quanto Bitcoin sia ormai dentro i bilanci, non solo nei portafogli dei retail.

Il resto del tavolo. I rendimenti dei Treasury restano alti — il decennale sopra il 5% — e il petrolio sopra i $100 al barile continuano a drenare liquidità dal comparto risk-on. Il crypto resta in coda: un asset che non genera flussi di cassa è il primo a essere venduto quando il denaro costa caro. Ne avevo già parlato quando il mercato scommetteva su un rialzo a settembre: il copione non è cambiato.

Cosa guardo questa settimana

  1. La Fed, mercoledì sera. Non la decisione in sé — quasi certamente uno stop — ma il linguaggio di Powell e le proiezioni sul 2026. Se apre alla possibilità di un rialzo a dicembre, il crypto resta sotto pressione.
  2. La tenuta di $79.676. Due difese consecutive. Un terzo test, dopo una Fed dura, cambierebbe il quadro.
  3. I flussi ETF di lunedì e martedì. Dopo il −$635 milioni di giovedì, i primi giorni della settimana dicono se è stato un incidente o l'inizio di una rotazione.
  4. Il decennale americano. Finché resta sopra il 5%, il crypto fatica: il rendimento "senza rischio" è il suo concorrente diretto.

Il mio consiglio onesto

Questa settimana il prezzo è sceso del 3% e ha ritestato due volte il minimo di metà ottobre, difendendolo. Il mercato non ha ceduto, ma non ha nemmeno trovato la forza di ripartire. Per me il quadro è chiaro: siamo in attesa, non in accumulo.

Tre cose me lo dicono:

  • I flussi ETF sono instabili. +$1 miliardo in tre giorni, −$773 milioni nei due successivi. Un mercato che cambia idea in 24 ore non ha una direzione.
  • Il Fear & Greed a 43 racconta un raffreddamento, non una resa. Da 73 a 43 in un mese è veloce, ma la paura vera è ancora lontana. E senza paura, i minimi robusti non si formano.
  • La Fed è il vero catalizzatore. Finché mercoledì non si chiarisce il percorso dei tassi, il prezzo non si muoverà con convinzione né da una parte né dall'altra.

Per come ragiono io:

  • Chi compra a intervalli regolari può continuare come sempre. Una settimana con un calo del 3% e un doppio test del supporto è esattamente il motivo per cui il DCA esiste: non devi indovinare il punto giusto, devi solo essere costante.
  • Chi specula stia alla larga fino a mercoledì sera. Entrare prima di una decisione della Fed è scommettere su una moneta, non su un setup.
  • Chi guarda gli ETF smetta di leggere il singolo giorno. La differenza tra +$1 miliardo e −$635 milioni in 24 ore è rumore. Conta la settimana, e la settimana dice: verde di misura, ma con un giorno bruttissimo dentro.

E la solita nota che vale sempre: nessuno di questi livelli è una raccomandazione. Sono i numeri che guardo io, per come gestisco i miei soldi e il mio rischio.


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